L'artista che ha scelto di restare

Cesare Siboni

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Pittore classico che ha scelto il Cilento come studio, residenza e ragione. Con Isabella, al Rifugio del Contadino, ha trasformato un agriturismo alle pendici del Monte Bulgheria in un presidio vivo di arte e cultura.

Ci sono pittori che riproducono il mondo. Cesare Siboni lo reinterpreta, con la luce di Caravaggio negli occhi, i pigmenti antichi sulle mani e i piedi piantati sulla terra rossa del basso Cilento.

Formato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli, ha trascorso anni a smontare i segreti dei maestri del Seicento: i fondi, i leganti, quella luce che sembra venire da dentro la tela. Le sue opere sono entrate nelle collezioni di appassionati in Italia, Giappone e Belgio. Non attraverso le gallerie, ma attraverso il dialogo diretto con le persone. Una scelta, non una necessità.

Ha scelto il Cilento come baricentro della sua vita. Con Isabella Gregorio gestisce il Rifugio del Contadino a Bosco di San Giovanni a Piro, alle pendici del Monte Bulgheria, dove l’orizzonte sul Golfo di Policastro sembra un dipinto che cambia ogni ora. Qui ha trasformato l’agriturismo in una residenza d’artista e fondato l’Accademia del Cilento: cooperativa culturale che porta mostre, laboratori e arte viva nei borghi del territorio.

Quando mette un cavalletto davanti a un ulivo antico o alle pietre di un borgo dell’entroterra, Cesare non sta solo dipingendo. Sta dimostrando che la bellezza, quella vera, lavorata, conquistata, è ancora il modo più efficace di prendersi cura di un luogo.

Al Rifugio insegna come si insegnava un tempo: mostrando, facendo, condividendo. La sua idea di scuola richiama quella di un’accademia platonica nel bosco, dove la teoria nasce attorno a una tavola e la pratica passa attraverso il lavoro diretto con materiali, pigmenti e osservazione del paesaggio.

Per Cesare il sapere artistico è prima di tutto esperienza condivisa: chi partecipa ai laboratori non porta via soltanto una tecnica, ma un diverso modo di osservare luce, materia e territorio.

Dipingere il Cilento, con Cesare