Maga, contadina, costruttrice di comunità

Isabella Gregorio

journey partner
A Bosco di San Giovanni a Piro, nel basso Cilento, all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Isabella coltiva una forma di resistenza gentile: restare, costruire, radicarsi. Ha costruito qualcosa che non si lascia racchiudere in una sola parola: un'azienda agricola, un laboratorio artigianale, un rifugio, un progetto di comunità. Lo ha chiamato Magarìe, come le streghe-guaritrici della tradizione popolare cilentana. E il nome non è una scelta casuale.

Magarìe  nasce da una piccola passione e cresce seguendo le stagioni: campi di grani antichi e canapa, un laboratorio artigianale dove l’olio extravergine di propria produzione si trasforma in pasta, farine, unguenti, oleoliti e balsami preparati con le erbe selvatiche raccolte nei boschi circostanti. Nessuna produzione in serie, è la natura a dettare i ritmi e i quantitativi.

Tutto trova casa nel  Rifugio del Contadino, una casa di campagna creativa vissuta come spazio di incontro tra ruralità, arte e ospitalità lenta, che Isabella conduce con il suo compagno Cesare Siboni — artista — e con mamma Pina, custode della cucina e delle tradizioni cilentane. Le pareti raccontano attraverso l’arte di Cesare; la tavola racconta attraverso le mani di mamma Pina. La stessa terra, due linguaggi.

Operatrice qualificata per persone con spettro autistico, Isabella porta avanti al Rifugio progetti di ospitalità inclusiva per ragazzi con fragilità: la terra, per lei, ha il potere di far emergere il meglio di ciascuno, qualunque sia il punto di partenza.

“Chi viene da noi non ci capita per caso. Sceglie di credere in noi e nel valore della terra.” — Isabella Gregorio

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